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Nuova serie

90. M. ONORATO, La seduzione del libellus. Metapoetica e intertestualità in Marziale. Napoli, Paolo Loffredo Iniziative Editoriali, 2017

   L’operaNel dedicare a Faustino il terzo libro della sua raccolta, Marziale riflette sulle dinamiche della ricezione dell’opera, in cui un ruolo decisivo è ascritto all’intervento del patronus, in grado di strappare i versi ad un precoce quanto umiliante oblio e di creare i presupposti per un loro duraturo Fortleben. Dietro la captatio benevolentiae dell’illustre protettore si cela, però, una complessa trama poetologica che lascia trapelare la piena coscienza del pregio della propria ars da parte dell’epigrammista e che, grazie alla ripresa del tema in due componimenti del quarto e del settimo libro rivolti al dotto Domizio Apollinare, approda ad un tratteggio sempre più scopertamente erotizzato del rapporto tra testo e lettore. Di questa strategia connotativa si intende qui indagare non solo il coerente sviluppo, ma anche l’efficacia nel mettere a frutto il ricco sostrato intertestuale e nel mobilitare alcuni paradigmi culturali tipici dell’età flavia funzionali all’individuazione del potere seduttivo del libellus come requisito indispensabile a catturare l’agognato favore del pubblico.

 L’autore: Marco Onorato è ricercatore di Lingua e letteratura latina presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università di Messina. È autore di un’edizione commentata del De raptu Proserpinae di Claudiano (2008) e di due monografie dedicate rispettivamente al fenomeno del patterning delle incisioni nei faleci di Catullo (2013) e alla tecnica poetica di Sidonio Apollinare (2016; dello scrittore galloromano ha poi approfondito in altri saggi il riuso dei modelli, il preziosismo linguistico e la metrica verbale). Ha inoltre studiato il mito di Narciso nelle Metamorfosi di Ovidio, la trasposizione cinematografica del De reditu di Rutilio Namaziano e lo sfaccettato panorama delle risorse informatiche utili ai latinisti.

  1. M. VENUTI, Il prologus delle Mythologiae di Fulgenzio. Introduzione, testo critico, traduzione e commento. Napoli, Paolo Loffredo Iniziative editoriali, 2018.

   L’opera: Le Mythologiae di Fulgenzio sono ancora oggi consultabili su un testo critico solamente nell’edizione teubneriana curata da Rudolf Helm nel 1898; il testo latino è stato trascurato nel corso del Novecento e nessuna traduzione italiana è ad oggi disponibile. Il prologus dell’opera, caratterizzato da una complessa struttura prosimetrica e da un latino lambiccato e a tratti misteriosofico, è un sotto-testo autonomo e problematico, che lancia una sfida aperta al lettore: se vorrà accedere al contenuto di spiegazione filosofica dei miti pagani offerto dalle Mythologiae egli dovrà decifrare il codice proposto nel testo prefatorio. L’autore mette in scena un fitto dialogo allegorico che vede come protagonisti Fulgenzio stesso e Calliope; infine, perché non manchi un adeguato sostegno all’impresa intellettuale che si sta compiendo, sono chiamate in causa anche Satira, Urania e Filosofia.

   L’autrice: Martina Venuti è ricercatrice di Lingua e letteratura latina nel Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università Ca’ Foscari, Venezia. A Fulgenzio e alle Mythologiae ha dedicato alcuni contributi parziali; ha lavorato all’edizione critica del Liber Glossarum di cui ha approfondito in particolare lo studio delle fonti e della composizione del testo; sta indagando la ricezione di Lucano e dei suoi glossatori nelle Etymologiae di Isidoro; attualmente collabora anche a progetti di sviluppo di nuovi strumenti digitali per l’analisi dei testi letterari latini (Mellon Foundation-FMSH).

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